Trevi nel Lazio

Cenni geopolitici e storici

Trevi nel Lazio è un comune della provincia di Frosinone.
Dal punto di congiunzione delle strade che portano agli Altipiani di Arcinazzo e a Jenne e Vallepietra, salendo una strada in parte scavata nella roccia si arriva all'abitato di Trevi nel Lazio.
Lo straordinario ambiente naturale del suo territorio include, oltre ai suggestivi scenari dell'alta Valle dell'Aniene, ideali per la pesca e per le escursioni, il panoramico altopiano di Faito, la sorgente minerale della Suria, la grotta del Pertuso.
I primi insediamenti nella zona di Trevi si fanno risalire all'ultimo periodo del Paleolitico, come testimoniano reperti litici e faunistici. Anche numerosi resti di mura poligonali, costruite per contrastare l'espansione dei Romani, attestano la presenza a Trevi del più importante presidio nella Valle dell'Aniene prima dei territori degli Ernici e dei Marsi.
La cittadina sorge intorno all'antica rocca innalzata dai Cajetani, su un colle di oltre 800 metri di altitudine, vera fortezza strategica a guardia dell'alta valle del fiume Aniene.
L'antico suo nome era "Treba Augusta", sotto il dominio romano, ma le sue origini sono molto più antiche. Inizialmente fece parte della confederazione degli Equi, popolazione italica confinante con gli Ernici ed i Marsi, dotati di cultura e tradizioni proprie, anche se tagliati fuori dalle correnti del traffico mediterraneo.
Fu inevitabile la guerra con Roma, e Trevi fu ridotta a colonia romana con governo repubblicano, censori, decurioni, edili e foro. Il monumento di epoca antica di maggior rilievo è l'Arco di Trevi, ubicato presso la statale 411, sugli Altipiani di Arcinazzo al confine con il territorio di Guarcino e ritenuto da molti studiosi parte integrante di un acquedotto romano.
Nella zona degli Altipiani, poi, sono ancora in corso scavi per riportare alla luce la struttura di una grande villa dell'epoca imperiale. Resti di mosaici sono stati rinvenuti anche nel centro storico. Nei secoli XII° e XIII° la lotta tra Papato e Impero fece sì che Trevi venisse affidata in feudo alle famiglie dei papi: i Conti e i Cajetani. Il lungo periodo della signoria dei Cajetani, fino al 1471, fu caratterizzato da rivolte, rapine e uccisioni per il malcontento generale dovuto alle misere condizioni in cui la comunità era costretta a vivere. Nel 1471 l'ultimo dei Cajetani fu cacciato dalla cittadina a furor di popolo. Nel 1473 papa Sisto IV° legò il comune di Trevi alla giurisdizione temporale degli "abati commendatari" sublacensi e quindi la comunità trebana finì nella struttura politico-amministrativa dell'Abbazia di Subiaco.
In questo periodo il pittore Desiderio di Subiaco eseguì gli affreschi della cappella di San Sebastiano nella Chiesa della Madonna del Riposo a Trevi. Nel 1534 Carlo Barberini donò alla comunità religiosa di Trevi l'urna che custodisce l'abito del Protettore, San Pietro Eremita.
Nel XIX° secolo Trevi era tra i più importanti castelli dell'Abbazia di Subiaco per popolazione e per vastità di territori.

elementi di interesse

Elementi di interesse

Chiesa di S. Maria Maggiore con gruppo marmore del Bernini , Chiesa della Madonna del Riposo, Castello Cajetani, Monasteri benedettini, Arco di Trevi, resti archeologici d'epoca romana , resti di Alghi romani e dell'acquedotto Anio Novus, Cascate dell'Aniene.
CASCATE DI TREVI - Ci si arriva seguendo la strada Provinciale che da Trevi conduce a Vallepietra, a 500 metri a valle della centrale idroelettrica. La bella cascata formata dalle acque del fiume Aniene va a formare uno dei 5 laghetti che avrebbero originato il nome di Subiaco "Sub lacum". Le acque della cascata alimentavano anche uno dei laghi artificiali che Nerone aveva fatto costruire per arginare le piene del fiume Aniene ed a difesa della grandiosa villa che aveva fatto edificare nella zona.
Gli ALTIPIANI di Trevi (detti di ARCINAZZO), che hanno generato negli scorsi decenni un ampio sviluppo turistico. Questo immenso altopiano tra gli 800 e 900 metri di altitudine, coperto di boschi, con un clima eccezionale, attira infatti visitatori da ogni parte d'Italia, soprattutto dalla Capitale, la perfetta posizione logistica, vicina ai maggiori centri d'interesse, e l'aria simile a quella che si respira a 2.000 metri.
Possiede una struttura ricettiva con alberghi, ristoranti, residences, impianti sportivi ed è la base di partenza per le escursioni al vicino Santuario della Santissima Trinità, Subiaco e le  Abbazie dei dintorni, ai campi di neve di Campo Staffi, Campo Catino e Livata.
Il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini - Si estende per circa 30.000 ettari, compreso fra la valle dell'Aniene ad ovest - nord ovest, quella del Sacco a sud ovest e il confine abruzzesa e est (monti Simbruini d'Abruzzo e monti Carseolani) ed i monti Ernici a sud-est.
E una tipica area protetta dalla montagna appenninica: cime che raggiungono i duemila metri, estese faggete, ampi pianori carsici, ricchezze d'acque sorgive ("sub imbribus", sotto le pioggie), caratterizzata al suo interno da piccoli centri abitati (i sette comuni del Parco) ricchi di testimonianze storico-artistiche a volte millenarie, come ad esempio i monasteri benedettini di Subiaco ed il Santuario della SS. Trinità a Vallepietra.
La fauna annovera tutte le specie tipiche dell'Appenino: dall orso Marsicano, da tempo segnalato in varie zone del parco, al falco Pellegrino, presente un po ovunque, fino a recentissimi e graditi ritorni come quello del capriolo.
Ricchissima la vegetazione: circa il 75% del territorio è coperto da boschi, mentre nei grandi pianori si manifestano in primavera bellissime fioriture di innumerevoli specie di fiori e di splendide orchidee.
 
Comune di Trevi nel Lazio
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